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Psikik90 (November 30, 1999 at 12:00 am)
S-T-U-P-E-N-D-O!
seggiolino55 (November 30, 1999 at 12:00 am)
la potenza e il misticismo delle opere di zeffirelli non hanno uguali al mondo. il suo Gesù non ha paragoni.
suconcay (November 30, 1999 at 12:00 am)
Non credo in fondo,in fondo,che a San Francesco importi chi sia stato il miglior regista,l'importante e'per noi terreni,che si parli di LUI!Buona Fede a Tutti!!
Spetetescion (November 30, 1999 at 12:00 am)
bellissimo film
Kappa2sal (November 30, 1999 at 12:00 am)
A quale dio lo dobbiamo?
bombaccino (November 30, 1999 at 12:00 am)
HO pubblicato io questo video... e l'ho fatto proprio perchè reputo sia di gran lunga superiore a quello della Cavani, sia a livello emozionale e con delle colonne sonore che non hanno eguali credo... Da brividi... Zeffirelli mi piace molto come regista!
Strafverfolger (November 30, 1999 at 12:00 am)
Per concludere tale sintesi su cosa è cinema e cosa non lo è con un esempio concreto. Prova a recarti a Bento Ribeiro, favela di Rio. Proietta il "Francesco" di Zeffirelli ai meninos da rua, i bambini di strada. Dopo -ma anche prima, se credi-, provaci con quello della Cavani. Poi ne riparliamo. :-) E' Zeffirelli il vero "missionario", in termini cinematografici. Non Cavani. Cavani, come Ozpetek, non sa fare cinema. Zeffirelli, Orson Welles, Hitchcock, Forman, Weir, fra loro diversi, invece sì.
Strafverfolger (November 30, 1999 at 12:00 am)
E' facile, insomma, accusare Zeffirelli d'essere un "affrescatore" senza profondità (ma è solo la nostra intellighentja a pensarla così). Zeffirelli sa fare cinema: cioè, sa raccontare storie visivamente ed emotivamente potenti, che parlano al cuore di tutti, in ogni cultura e a qualsiasi latitudine. Non è facile. E' molto più facile, invece, girare un film à la von Trier: che parla solo al regista, a pochi intimi e, registicamente, si struttura senza regole. Ma che però è un "capolavoro".
Strafverfolger (November 30, 1999 at 12:00 am)
Scopo del cinema è trasmetterti, con i mezzi di cui si avvale (regia, ripresa e montaggio), emozioni legate ad una storia, che deve essere ben raccontata. Lasciando poi a te spettatore ulteriori rielaborazioni ed eventuali approfondimenti (altrimenti, non è più cinema: ma un saggio di psicoanalisi. Per quelli ci sono le biblioteche e le librerie). Per questo molti film "impegnati" e "sperimentali" sono pacchi: contrabbandano personali masturbazioni dell'autore per "ricerca". Cavani docet.
Strafverfolger (November 30, 1999 at 12:00 am)
Un film è riuscito quando racconta (bene) una storia. Zeffirelli lo sa fare. Il suo "Francesco", certo agiograficamente stilizzato e pittorico come un santino, arriva ovunque e parla a tutti: un amico di Sapporo, taoista, l'ha visto e si è commosso. Così gli eskimesi. Il "Francesco" di Cavani, invece, ombelicale e pretenzioso, vuole raccontare i tormenti interiori del santo (e non ci riesce). Ma un film non è un saggio psicoanalitico. Quello che molti registi (e spettatori) non capiscono. |